Artwork: rielaborazione dello Schizzo per Washington Metropolitan Area Transit Authority (Manual of Graphics Standards) 1968
Una mappa per ripensare New York. Lella e Massimo Vignelli
14 maggio 2026
La mappa della metropolitana di New York di Lella e Massimo Vignelli – protagonista anche della mostra Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity – rappresenta molto più di un semplice strumento di orientamento. Rinunciando alla fedeltà geografica per privilegiare l’idea di chiarezza portata avanti dai due designer, il progetto ha dato origine a un acceso dibattito pubblico, diventando una delle immagini più iconiche del design contemporaneo. Oltre questo, la loro ricerca si è sviluppata in una direzione più ampia, attraversando segnaletica e grafica e ridefinendo il modo di muoversi e abitare la città moderna.
Installation view, foto di Delfino Sisto Legnani, DSL Studio
Grafica dei trasporti
Nel 1966 la New York City Transit Authority (NYCTA) affida a Unimark International il progetto della segnaletica, su indicazione della curatrice MoMa Mildred Constantine. Decisiva fu l’esperienza di Bob Noorda, tra i fondatori di Unimark, maturata con il progetto della segnaletica della Metropolitana Milanese progettata con Franco Albini e Franca Helg, inaugurata nel 1964. Il progetto milanese costituì un riferimento per la riorganizzazione del più complesso sistema newyorkese, cresciuto per progressive stratificazioni. Il progetto per la NYCTA riguardò: la segnaletica, il Graphics Standards Manual e la mappa della metropolitana. Quest’ultima, nota come Vignelli Map, fu resa pubblica nel 1972 e rimase in uso fino al 1979. Il suo disegno concettuale generò un acceso confronto con i geografi, che reclamavano una versione più descrittiva e geografica. In seguito, Massimo fu coinvolto nel programma grafico della Washington Metro, e nello studio pilota per la 53rd Street di New York tra grafica, architettura e spazio pubblico. Su invito di Roger Tallon, partecipò come designer expert al progetto del sistema di trasporto suburbano e rapido parigino RER.
Installation view, foto di Delfino Sisto Legnani, DSL Studio
La battaglia per la modernità
Francesca Picchi
I Vignelli hanno mostrato uno straordinario intuito per le situazioni ad alto contenuto di energia intellettuale, ma un aspetto meno indagato riguarda il ruolo che Lella e Massimo hanno svolto non solo come designer, ma come figure di riferimento all’interno del dibattito culturale del loro tempo. Uno degli episodi più noti della loro attitudine militante ruota attorno alla mappa della metropolitana di New York, adottata e resa pubblica nel 1972, poco dopo l’uscita di Massimo da Unimark International. La mappa, come noto, ebbe vita breve: poco dopo essere entrata in uso, nel 1979, fu sostituita da una mappa “geografica”. Esiste uno scatto eloquente del fotografo Stan Reis che ritrae Massimo durante il dibattito organizzato da un gruppo di geografi depositari del credo “descrittivo” in cartografia: costoro unirono le proprie forze per mettere in discussione il carattere concettuale della mappa disegnata da Vignelli. Massimo cercò di spiegare che la disarmante chiarezza della sua mappa era la traduzione in immagine di un nuovo modo di vivere la città, attraversandola da punto a punto, seguendo i flussi della navigazione sotterranea che rispondevano a una logica nuova, libera dai vincoli della superficie, che infatti rimaneva lontana: astratta, appunto. Con il suo disegno, Massimo metteva in scena una logica del tutto autonoma che rifletteva l’immagine dei tempi contratti dello spostamento: una nuova idea di vivere nella città fondata sul movimento. Il progetto, pensato in una logica di sistema, avrebbe dovuto comprendere anche una mappa geografica e una mappa del quartiere, per soddisfare la domanda di “concretezza” geografica; ma sfortunatamente non furono realizzate. Ad ogni modo, l’opposizione fu sufficientemente veemente da assumere i contorni di un contraddittorio, come traspare dalle foto del dibattito pubblico dell’aprile del 1978 alla Cooper Union di New York proprio per discutere della cartografia della metropolitana: un evento passato alla storia come The New York Subway Map Debate. Al termine di una campagna segnata da condizionamenti di vario tipo, la mappa venne sostituita con una versione più descrittiva; ciononostante, continuò a vivere come immagine, superando la propria funzione originaria e acquisendo una dimensione mitica che si è andata rafforzando nel tempo, fino a trovare una forma di riscatto quando recentemente è stata ripresa in forma aggiornata.
‘’Tutto il mio lavoro si fonda sulla griglia. Non riesco a progettare nulla senza una griglia […] La griglia rende il designer padrone dei propri strumenti, che vengono definiti di volta in volta per ogni nuovo progetto.’’
Massimo Vignelli
Costruita su una griglia 45° e 90°, la ‘’Vignelli map’’ assegna un colore a ogni linea e identifica le stazioni con un punto (‘’niente punto, niente fermata’’); caratterizzata da una rigorosa astrazione geometrica, fu sostituita nel 1979 da una soluzione più convenzionale.
La mappa fu stampata in tre formati: per le pareti delle stazioni, per le carrozze della metropolitana e in versione tascabile. Di quest’ultima furono realizzate due varianti: una con simboli circolari (‘’bullets’’) in copertina l’ultima con un ingrandimento di una porzione di Manhattan.
Foto di Filippo Tagliabue
1966-1970
Manuale degli standard grafici
NYCTA
La segnaletica della metropolitana di New York, progettata da Bob Noorda e Massimo Vignelli come partner in Unimark International, adotta il principio di offrire le informazioni solo nel punto esatto della decisione: mai prima, mai dopo. Tra le categorie per i segnali: identificazione (nomi delle stazioni); direzionali (frecce e indicazioni per muoversi nel sistema); informazione (orari, percorsi, e servizi non direttamente connessi ai trasporti). Il concetto modulare della segnaletica, oltre a ridurre i costi, si fonda sul principio della ricorrenza visiva, per rafforzare la percezione e la chiarezza del messaggio: i segni sono riconoscibili e la tipografia sans serif leggibile da qualsiasi angolazione. Poiché il carattere Helvetica Medium, importato dalla Svizzera, non era disponibile, fu adottato lo Standard Medium, denominazione internazionale della Berhold per l’Akzidenz-Grotesk medium.
‘’In precedenza, la segnaletica veniva realizzata su misura. I nostri invece erano
progettati per essere prefabbricati e montati come caratteri mobili che formano frasi.’’
Massimo Vignelli
Foto di Filippo Tagliabue
Crediti
Il testo La battaglia per la modernità è un estratto dal saggio Lella e Massimo Vignelli. Milano / New York di Francesca Picchi, pubblicato nel catalogo della mostra Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity.
Alcuni estratti sono tratti dai materiali della mostra Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity.